Christmas Blues: cos’è?

Quando il Natale rende tristi

Le feste ormai sono arrivate, supermercati pronti, addobbi montati, alberi di Natale e presepi in azione… ma come mai sento una profonda tristezza a ridosso di tutto questo?

Se ci concentrassimo bene e analizzassimo la nostra cerchia di amici, ci renderemo conto che conosciamo almeno una persona che sembra non gradire troppo il Natale e le festività che esso porta con sé. Partiamo dall’assunto che ognuno è diverso e che ciò che piace alla stragrande maggioranza delle persone, può non piacere a tutti in definitiva.

Cos’è la depressione Natalizia?

Luisa (nome di fantasia) mi racconta che sono settimane che al solo pensiero di vedere gli addobbi, preparare l’albero, tirar fuori dagli scatoloni le stauette del Presepe, le renne e le tovaglie Rosse e verdi, si sente “ in ansia e triste..” tanto da fare il count down per la fine delle feste.

Christmas Blues, racchiude nel suo significato un profondo sentimento di tristezza e di malinconia sia nei giorni che precedono le feste che durante lo svolgimento di essi e che svaniscono solitamente quando esse si concludono.

Spesso le persone che sperimentano tale condizione, si sentono anche in colpa nei riguardi di coloro (amici e parenti) che invece sono felici ed entusiasti di trascorrere del tempo in famiglia. Si sentono in difficoltà, perché non riescono a “sintonizzarsi” sul loro canale emotivo e pertanto si percepiscono, a volte, sbagliati ed inadeguati.

Donna in preda al panico

Quali sono le cause?

  • Solitudine: soprattutto sperimentate dai soggetti fragili, come le persone anziane, che durante le feste sperimentano la loro condizione di abbandono o di vecchiaia.
  • Perdite/lutti recenti: la mancanza di qualcuno determina una forte condizione emotiva di tristezza, che porta l’individuo a “chiudersi in se stesso” e a vivere il proprio dolore lontano dalle luci di Natale.
  • Soggetti con patologie fisiche: alcune condizioni di salute, minano la socialità e la condivisione che se all’inizio viene vissuta come una privazione, con il passare del tempo, viene vissuta come una scelta. Scelta di privarsi dell’altro per non sperimentare sentimenti di inadeguatezza e incapacità.
  • Fattori di stress connessi al periodo natalizio: cucinare, pulire, lavare, organizzare, correre nel traffico alla ricerca di regali da fare rappresentano condizioni che in un periodo di un mese innalzano notevolmente i livelli di cortisolo nel sangue (ormone dello Stress), determinando spesso sentimenti di impotenza, rabbia e angoscia. Il “timore di non riuscire a fare tutto” conduce all’abbandono dell’intera missione, con conseguente ritiro sociale e isolamento.

Come si manifesta la Christmas Blues?

  1. Ansia/stress eccessivi
  2. Stanchezza e mancanza di energie
  3. Difficoltà a concentrarsi e a mantenere l’attenzione focalizzata su un compito
  4. Angoscia/tristezza non giustificati da una causa precisa che spesso determina una sensazione di vuoto e di abbandono
  5. Variazione dei ritmi sonno-veglia
  6. Aumento dell’irritabilità e senso di frustrazione

Cosa fare di fronte a tale condizione?

Prima di tutto è necessario fare una distinzione chiara e precisa.

Bisogna differenziare la Christmas Blues dalla depressione maggiore. Quest’ultima è una condizione molto più grave e invalidante che non si risolve al termine delle feste.

Anche se la sintomatologia può sembrare simile, ci troviamo di fronte a due condizioni totalmente diverse.

Luisa, nonostante mi riportasse sentimenti di vuoto e tristezza, ha sempre avuto chiaro durante i nostri colloqui, il motivo del suo malessere. Per lei il Natale le ricordava la sua famiglia di origine, i suoi genitori ed i suoi nonni che oggi purtroppo non ci sono più. Con loro amava addobbare la casa, pertanto da quando loro non erano stati più presenti nella sua vita, il Natale per lei non aveva più lo stesso colore.

Tuttavia, nonostante questo suo sentire, non aveva mai smesso di andare a lavoro, di badare alle sue due figlie e di fare squadra con il marito.

In un’ottica cognitivo-comportamentale è necessario individuare le cause della solitudine e del malessere ed agire su quelle. Ogni persona ha la propria storia di vita ed il suo vissuto in base agli eventi e soprattutto possiede delle strategie personali per provare a sopravvivere.

Pertanto:

  • Non dobbiamo obbligarci a stare con altre persone che sentiamo non garantirci tranquillità;
  • Limitiamo l’assunzione di alcool che tende a “deprimere” fisiologicamente il nostro umore e soprattutto cerchiamo la motivazione sottostante che ci spinge a ricercarne l’uso frequente.
  • Chiediamoci quali azioni e/o attività ci permetterebbero di stare meglio (chiamare un’amica? Fare una passeggiata? Leggere un buon libro? Ecc ecc);
  • Nel caso in cui, notassimo un cambiamento dell’umore repentino, sentimenti di colpa ed idee suicidarie e quindi non individuassimo una causa chiara legata al Natale ed altre criticità connesse alla sfera lavorativa e sociale, sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista come uno Psichiatra o uno Psicoterapeuta, in grado di offrire tempestivamente aiuto, evitando che la situazion precipiti ulteriormente.